Assemblea aperta – 5 Maggio – ore 16

…non siamo spariti, tutt’altro.

il giorno 5 Maggio alle ore 16 in Aula grande del Dipartimento di Scienze Politiche – Palazzo Centrale – si terrà un’assemblea aperta dedicata principalmente al tema delle elezioni per il rinnovo del Senato Accademico, per le quali è necessario presentare formale candidatura entro il giorno 11 Maggio.

L’assemblea, pur maturando nell’alveo della componente dei ricercatori, è aperta a tutte le persone interessate, al di là dell’appartenenza di fascia, di dipartimento e di macroarea.
Sarà anche l’occasione per confrontarsi sulle tante questioni problematiche che la nostra comune realtà lavorativa ci porta quotidianamente ad affrontare.

A presto!

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Resoconto seduta SA del 16/02

Nel ringraziare quanti sono intevenuti sul tema incentivi, sul quale torneremo a breve, ecco qui un resoconto della seduta di ieri del senato accademico il cui ordine del giorno è consultabile alla solita pagina Nonostante l’odg snello non sono mancati gli spunti interessanti.

Si sottolinea in particolare:

– nelle comunicazioni il Rettore, oltre a esprimere soddisfazione per il processo che ha portato alla presentazione dei piani strategici tematici {si segnala che in questo frangente qualche sguardo perplesso ha fatto capolino, ndr} e per il livello dei progetti proposti, ha informato che si prevede di selezionare cinque temi tra i dodici finora scelti. Tale selezione vedrà impegnato un board composto da Sergio Bertolucci (CERN), Robert Peter Gale (Imperial College London) e Christopher Pollitt (Università di Lovanio), assistiti nella vautazione dal prorettore Gielen dell’Università di Lovanio e da un’istituzione, la Fondazione Bassetti.

– il punto 4.1, l’approvazione della relazione annuale del Garante degli Studenti (Prof. Veca). Una relazione puntuale e articolata sulle 15 richieste di intervento del Garante presentate da studenti singoli o gruppi di studenti. Per lo più gli interventi hanno riguardato questioni inerenti la didattica ma non solo.

– il punto 6.1 con il parere positivo espresso sul progetto Pavia –Boston che rientra nel più ampio documento di Programmazione triennale 2013-2015. Si vuole favorire lo scambio con la realtà statunitense ed è necessario impostare la strategia per conseguire il risultato prefissato, il che comporterebbe l’introito stabilizzato di 315.000 mila € nel bilancio dell’Ateneo e destinabile alla internazionalizzazione;

– i punti relativi al personale con il progressivo avanzamento nell’implementazione del Piano Associati (6 nuovi PA chiamati con upgrade di 6 RU interni tramite concorsi ex artt 18 + attivazione di 13 procedure ex art 24 c6) e l’attivazione di un contratto RTD-b senior presso il dipartimento di Ingegneria Edile e Architettura (ICAR/02 – Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia). I dettagli relativi al piano associati sono riportati più avanti;

– il SA ha dato parere favorevole alla nomina di due membri esterni nel CdA, in sostituzione di Mario Sarcinelli e Giorgio Margaritondo. Si tratta di Christian Greco e Marco Vitale. In calce al post trovate brevi curricula.

– il punto 15.1 con la discussione della relazione dell’amministrazione su FFO 2014 e assegnazione punti organico. La documentazione relativa era già stata allegata al resoconto della seduta di gennaio.

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PROCEDURE EX-ART18

Dipartimento chiamante Cognome

Chimica – Malavasi Lorenzo, Quartarone Eliana. Biologia e Biotecnologie – Pasca Maria Rosalia. Medicina Molecolare – Arcaini Luca. Medicina Medicina interna e terapia medica – Noris Patrizia. Musicologia e Beni culturali – Rocconi Eleonora

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PROCEDURE EX-ART24 C6

CHIMICA : CHIM/01 – Chimica analitica ALBERTI Giancarla; CHIM/02 – Chimica fisica BINI Marcella; CHIM/02 – Chimica fisica CAPSONI Doretta; CHIM/03 – Chimica generale e inorganica AMENDOLA Valeria;  CHIM/06 – Chimica organica PASINI Dario

GIURISPRUDENZA: IUS/20 – Filosofia del diritto COLLOCA Stefano; SECS-P/03 – Scienza delle finanze SCABROSETTI Simona

MEDICINA INTERNA: MED/13 – Endocrinologia MAGRI Flavia; MED/06 – Oncologia medica DELLA PORTA Matteo Giovanni; MED/12 – Gastroenterologia BIAGI Federico

MUSICOLOGIA: L-ART/07 – Musicologia e storia della musica ROMAGNOLI Angela; L-ART/08 – Etnomusicologia CARUSO Fulvia

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Christian Greco è Direttore della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. Alunno del collegio Ghislieri, si è laureato nel 1999 all’Università di Pavia in Storia del Vicino Oriente Antico e subito dopo in Egittologia a Leida. Il Museo delle Antichità di Leida gli ha affidato nel 2009 la cura della sezione egizia, la quinta collezione al mondo per importanza, da lui completamente riallestita. Ha partecipato a campagne di scavo in Siria, Egitto e Sudan e curato esposizioni in Olanda e all’estero (Giappone, Scozia, Spagna, Finlandia). Nel 2011 ha assunto la co-direzione della spedizione archeologica olandese a Saqqara. Dal 2012 è docente universitario nei corsi di Egyptian funerary archaeology e Archaeology of Nubia and the Sudan presso l’Università di Leida. Il 21 febbraio 2014 è stato nominato Direttore della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. Una Commissione di valutazione composta da egittologi, archeologi ed esperti di economia dei musei lo ha selezionato in una rosa di oltre cento candidati provenienti da tutto il mondo per il suo profilo scientifico e professionale altamente specializzato e per le competenze tecnico scientifiche e gestionali acquisite a Leida. Dal 17 giugno 2014 è membro del Comitato Tecnico-Scientifico per i Beni Archeologici del MIBACT.

– prof. Marco Vitale Marco Vitale si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Pavia ed è alunno del Collegio Ghislieri. Economista d’impresa, ha svolto intensa attività professionale e didattica presso le Università di Pavia, Bocconi, Libera Università Carlo Cattaneo (di cui è stato cofondatore e vicePresidente) e presso le scuole di management Istao e Istud. Già socio Arthur Andersen è socio fondatore e presidente della Vitale Novello&Co. S.r.l. nell’ambito della quale è consulente e amministratore di importanti società. Cofondatore e presidente di A.I.F.I., associazione nazionale delle merchant bank e cofondatore e primo presidente del gruppo Arca, vicepresidente della Banca Popolare di Milano e presidente di Bipiemme Gestioni SGR fino al 2008. E’ consigliere della Banca Passadore di Genova. E’ presidente della Rino Snaidero Scientific Foundation; proboviro di AIdAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari); membro del comitato direttivo della Fondazione Olivetti; membro del consiglio della Fondazione FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), già primo presidente del Fondo Italiano d’Investimento nelle Piccole e Medie Imprese. Ha rivestito significativi incarichi pubblici ed è autore di numerosi libri tra i quali: La lunga marcia verso il capitalismo democratico (Ed. Il Sole 24 Ore Libri, 1989); Sviluppo e Spirito d’Impresa (Ed. Il Veltro Editrice, 2001); Passaggio al futuro. Oltre la crisi, attraverso la crisi (Egea 2010); Corruzione (ESD, Edizioni Studio Domenicano 2010); I proverbi di Calatafimi (Piccola Biblioteca d’Impresa Inaz 2008, e ESD 2008); Responsabilità nell’impresa (Piccola Biblioteca d’Impresa Inaz, 2010); Longevità (ESD Edizioni, 2011); Spiritualità nell’Impresa (Piccola Biblioteca d’Impresa, Inaz, 2011); Viaggio nello Sport Italiano (ESD, 2011); L’Impresa responsabile, nelle antiche radici il suo futuro (ESD, 2014).

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resoconto seduta SA del 20 Gennaio

l’odg della seduta del Senato Accademico prevedeva molti punti legati ad adempimenti inerenti la didattica. Regolamenti didattici, convenzioni, accordi e modifiche agli ordinamenti.

Anche un punto non secondario, dal titolo impegnativo “Piano per la progettazione della didattica e della sua qualità”. Il documento in approvazione in realtà pare essere un documento necessario e richiesto dal MIUR (o meglio dalle disposizioni di legge relative) per poter avviare nuovi corsi di laurea. E poichè in dicembre abbiamo approvato un nuovo corso di laurea magistrale (Industrial Automation Engineering (Classe LM-25)) il MIUR potrà dare parere positivo solo in presenza del cosiddetto Piano Strategico che illustra le linee di sviluppo del nostro Ateneo, all’interno del quale ricondurre la nuova proposta. Il nostro ateneo non ha ancora un Piano Strategico e quindi il Piano discusso è un surrogato di tale documento, che dovrebbe bastare al ministero per dare parere positivo all’istituzione del nuovo CdL.

il Prorettore alla Didattica e il Rettore hanno segnalato l’urgenza e la rilevanza di affrontare in Ateneo la discussione per arrivare a definire un vero Piano Strategico della Didattica. L’assemblea condivide la necessità di avviare fin da subito tale discussione, coinvolgendo in modo diffuso tutta la comunità accademica.

Per quanto riguarda il personale abbiamo approvato la proposta di chiamata diretta a PO di un PA interno (Andrea Ottolenghi – dip. Fisica, FIS/07)  nell’ambito dell’art 5 del DM FFO 2014 (Art. 5 – Chiamate dirette nei ruoli dei Professori di studiosi ed esperti stranieri o italiani impegnati all’estero o risultati vincitori nell’ambito di specifici programmi di ricerca di alta qualificazione) che prevede la possibilità di chiedere al MIUR di cofinanziare al 50% (o più in funzione del requisito che si sfrutta per la chiamata) chiamate a PO e PA di docenti che: rientrano insieme al loro cervello, che son già rientrati o che son titolari di particolari progetti europei (per il dettaglio vedere qui).

E’ stata approvata l’attivazione di altre 4 procedure ex art 24 comma 6 per chiamate di PA:

– 2 Fisica (Barbara Pasquini FIS/02, Saverio Altieri FIS/07)

– 2 Med. Mol ( Maria Antonietta Pellegrino BIO/09, Patrizia Morbini MED/08)

È stata approvata la chiamata di un RTD junior (Filippo Doria) al dip. di Chimica. Il costo del contratto sarà garantito dal Dipartimento di Chimica a valere interamente sui fondi del Progetto HIV LTR G4 finanziato all’interno del Progetto ERC – VII programma quadro (Resp. Freccero).

Dopo vari tentativi andati a vuoto a causa di precedenti ordini del giorno molto densi, finalmente si è discusso al punto interpellanze/mozioni dell’Attività della Fondazione Alma Mater Ticinensis. Il Prof. Rigano ha ben riferito sull’argomento, illustrando la  relazione al bilancio 2013 e le linee programmatiche 2014-2016.

Alcune cose interessanti sono state dette in fase di comunicazioni. Il Rettore ha comunicato ufficialmente ciò che avevamo già capito qualche tempo fa e cioè che due membri esterni del CdA (Sarcinelli e Margaitondo) sono decaduti a seguito del raggiunto limite massimo di assenze. Si attiverà al più presto per ridefinire la componente esterna del CdA.

Il Magnifico Rettore ha altresì portato a conoscenza del SA le novità relative all’attribuzione del FFO 2014 che per la prima volta prevede una ripartizione dei fondi anche in base al famigerato costo standard. I dettagli della questione, che certamente merita di essere ripresa e discussa in dettaglio, sono esplicitati nei documenti pdf di seguito consultabili

001 – ANALISI RIPARTO FFO 2014_PO2014 def

002  Calcolo del costo standard ai fini del riparto FFO 2014 def.

Contattateci se siete interessati ad approfondimenti su specifici punti all’odg.

                                                                                                                      by Pietro

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classifiche e incentivi

Vi proponiamo un breve approfondimento sull’esito dei bandi incentivi economici una tantum per gli anni 2011, 2012 e 2013 che a fine anno sono apparsi sul sito del nostro ateneo.

Sottolineamo che gli unici numeri ufficiali sono quelli riferiti ai punteggi ottenuti dai singoli docenti e ai budget complessivi annuali, presi dal sito dell’ateneo. Tutti gli altri numeri che diamo sono frutto di nostre elaborazioni e stime, e perciò passibili di errore (insomma, aspettate a spendere questi soldi, non si sa mai).

La questione incentivi era già stata affrontata quando è stato approvato il regolamento relativo (17646REGOLAMENTOunata). Molte perplessità sono state espresse da più parti in ateneo su tale regolamento e sulla sua efficacia.

Certamente le commissioni che si sono adoperate a tal fine vanno ringraziate poiché si sono cimentate in un lavoro comunque non banale né semplice. Ma vediamo cosa ne è scaturito.

Incominciamo col dire che il lavoro è stato in parte agevolato dal fatto che il numero di domande presentate per anno in ciascuna fascia è stato ben al di sotto del limite di legge che avrebbe imposto una ulteriore scrematura. L’insensata e offensiva disposizione di legge che prevede che l’incentivo (e in futuro sarà lo scatto stipendiale) possa andare a non più del 50% degli aventi diritto (per il 2011) e a non più del 60% per il 2012 e 2013 non ha avuto effetto poiché le percentuali di domande nel nostro ateneo sono state assai più basse.

Si riporta il grafico (%dom) che mostra le % di domande rispetto agli aventi diritto divise per anno e per fascia.

In questa tabella tab1 sono invece riportati i dati relativi a

  • budget annuale complessivo (BC) e budget annuale per fascia (BPO, BPA, BRU)
  • numero aventi diritto (N.AD) e numero di domande valide (divisi per fascia) (N.DV)
  • tetto massimo attribuibile a singolo docente (TI) pari al 1% del budget annuale complessivo come da delibera del CdA
  • punti fragola complessivi per fascia (PFC) e VEP

Tutte le somme in euro sono da intendersi come somme lordo dipendente.

Le classifiche apparse consentono di poter stimare l’ammontare degli incentivi spettante ai singoli.

Va detto che il tetto imposto dal CdA (che prevede un valore massimo per l’incentivo al singolo docente pari al 1% del budget annuale complessivo) ha agito in modo molto diverso tra le fasce e questo è venuto a dipendere dai punti fragola attribuibili alle differenti fasce, come da regolamento.

Alcune osservazioni:

  • è curioso/preoccupante/interessante constatare che il numero di domande sia comunque sempre stato ben inferiore al 50% per tutte le fasce. Perché? Perché tanti docenti del nostro ateneo non avevano i requisiti minimi per partecipare al bando? Perché si son dimenticati di fare domanda? Perché guardano con disinteresse alla somma dell’incentivo? Perché disincentivati da un regolamento forse perfettibile?
  • è curioso che le percentuali maggiori di domande valide siano per 2 fasce su 3 quelle relative al 2011, cioè l’anno con il budget complessivo minore
  • ammesso che le elaborazioni fatte siano corrette gli incentivi sui 3 anni e per le 3 fasce variano molto poiché per PO e PA vi è una notevole gradualità mentre per RU si tende a saturare verso l’alto il valore medio dell’incentivo per gli effetti cooperativi dei punti fragola attribuiti per la didattica e del taglio dell’1% e conseguente “redistribuzione delle eventuali eccedenze ai soggetti utilmente collocati nella graduatoria di merito”.

I valori massimi e minimi degli incentivi percepiti (salvo errori degli scriventi) e il confronto di questi con quelli “teorici” senza l’applicazione del taglio all’1% sono riportati in queste due tabelle tab2.

Ad eccezione dei PA per l’anno 2013 in tutti i casi le soglie massime sono state superate. In modo diverso per fascia e per anno. Nel 2011 hanno superato il tetto massimo percepibile 1 PO, 4 PA e 24 RU. Nel 2012 1, 4 e 28 mentre nel 2013 1 PO, nessun PA e 22 RU.

Stante l’ammontare del taglio. in alcuni casi molto elevato, e il numero molto diverso tra fasce dei soggetti a cui si deve applicare si arriva a una situazione di attribuzione degli incentivi mediamente molto diversificata.

Infatti la ridistribuzione nelle fasce PO e PA comporta una somma minima da rimettere in circolo. Differente è la situazione per la fascia RU: per tutti gli anni la maggior parte dei soggetti che han fatto domanda riceverà il tetto massimo percepibile.

Il dettaglio per l’anno 2012 è riportato in questa tabella (sghei), dove sono evidenziate le somme teoriche applicando la formula PF*VEP e poi l’eccedenza rispetto al tetto pari al 1% del budget annuale. Per la fascia RU questo significa ridistribuire una somma pari a 54893€. Quindi per il 2012 e salvo errori nelle nostre stime, 58 ricercatori dei 73 che hanno presentato domanda percepiranno l’incentivo massimo.

Quindi in buona sostanza la distribuzione degli incentivi porta ad assegnare a molti dei ricercatori che han fatto domanda la stessa quota massima percepibile mentre per PO e PA l’incentivo varia di molto.

Al termine di questa breve e incompleta analisi alcune domande appaiono ineludibili.

  • Ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre Università è stilare classifiche tra docenti?
  • Siamo sicuri che queste classifiche siano effettivamente lo specchio di una realtà così differenziata?
  • Questi soldi che vengono distribuiti vanno a compensare “una tantum” (o due tantum…cosa succede nel 2014?) il mancato scatto stipendiale. Siamo certi che il sistema del VEP con conseguente estrema differenziazione tra incentivi sia opportuno? Non sarebbe meglio riversare la differenziazione sul fondo “premialità”?
  • Quante e quali sono le attività non considerate che molti docenti svolgono, magari di interesse per la comunità, e che non sono state considerate?
  • Cosa è autorizzato a pensare un docente che a causa del lavoro fatto ma non premiato dal regolamento si è trovato a non poter partecipare al bando o si è trovato in posizioni di retroguardia?
  • Quali sono gli effetti complessivi di una distribuzione di risorse economiche ai singoli con un sistema assai imperfetto di valutazione delle attività?

E’ bene per il nostro Ateneo che tutti, dalla Governance in giù, cerchino di dare risposte adeguate. Voi lettori, ad esempio, cosa ne pensate?

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bentornati

Dopo qualche mese di interruzione riprendiamo le trasmissioni con l’inizio del nuovo anno.

Impegni di ricerca, didattici e personali ci hanno tenuto un poco lontano da questo spazio, proviamo ora a riprendere il filo rassicurando così le migliaia di lettori.

Non che nel nostro Ateneo siano mancati elementi che meritassero approfondimenti. E forse pian piano qualche cosa su alcuni fatti appena passati “in giudicato” verrà detto.

A livello degli organi di governo certamente un fatto importante è stato il cambio di uno dei 5 membri interni del Consiglio di Amministrazione. Andrea Zatti, dimessosi dopo essere stato nominato Rettore del Collegio Cairoli, è stato sostituito da Carlo Cinquini, designato dal Senato Accademico con una selezione prima all’interno di 3 candidature (Cinquini, Paramithiotti e Zucca) e poi al ballottaggio a seguito dell’esclusione di Zucca.

Il Consiglio di Amministrazione quindi ha cambiato aspetto. In realtà, pur in assenza di comunicazioni ufficiali alla comunità accademica, il CdA sta cambiando molto di più. Basta infatti andare alla pagina web del nostro sito d’ateneo (qui) per scoprire che il nostro CdA è composto non da 11 membri ma da 9. Sono “spariti” Sarcinelli e Margaritondo. Girovagando sul sito si scopre che sono diventati ex-membri del CdA.

Ma da quando?  Perchè?  

In ogni caso, il Magnifico Rettore dovrà ora procedere alla designazione dei 2 membri esterni mancanti. Aspettiamo quindi qualche novità interessante al riguardo: sappiamo che tali nomine sono sempre, magari anche solo simbolicamente, importanti.
Teniamo gli occhi aperti…
A presto e buon anno!

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a proposito del regolamento per le chiamate

by cavallo Pietro

Uno dei punti in discussione nella seduta del SA di luglio è stato l’approvazione delle modifiche al Regolamento per la disciplina del procedimento di chiamata dei professori di ruolo di prima e seconda fascia. Le modifiche erano state approvate dal CdA in giugno (lo statuto – art 10 comma 2 – prevede che il Senato approvi questo e altri regolamenti previo parere favorevole del CdA). Le modifiche non sono state approvate dal SA avendo ricevuto un numero di voti favorevoli inferiore alla metà più uno dei votanti.

Tale regolamento fu inizialmente approvato di tutta fretta nell’autunno del 2011 per poter dar corso alle chiamate (alcune poi saltate) che necessitavano di un nuovo regolamento ex legge 240 nel frattempo entrata in vigore.

La breve storie dell’iter di modifica di tale regolamento è interessante poichè aiuta a mettere a fuoco meglio i problemi (veri o presunti che siano) del Senato accademico nella sua azione legiferante.

Innanzi tutto è vero che il “vecchio” regolamento 10117testodefinitivoc necessita di modifiche?
Al di là di questioni di dettaglio e molto circostanziate il nodo del problema e il motore delle volontà di modifica sembrano perlopiù concentrate sull’interpretazione del famigerato comma 6 dell’art 24 della L240, ovvero sia quello introdotto nella fase finale della discussione parlamentare in piena protesta ricercatori e che da tanti fu chiamato, insieme al comma 9 dell’art 29 (quello dei danè) il piatto di lenticchie. (Art2429l240)
Sulla necessità dell’intervento sul regolamento i pareri sono non del tutto concordi. L’intero regolamento fu pensato per dare la possibilità di bandi su macrosettori e poi procedere a scalare nel caso di vincitori interni con dispendio modesto di punti (0.2).
Sul dilemma concorsi/chiamate il regolamento sembra lasciare discrezionalità al dipartimento pur richiamando la procedura del comma 5 che è certamente una procedura individuale.
L’amministrazione ha ritenuto di affrontare il percorso di modifica e il Magnifico Rettore ha investito della pratica la commissione reclutamento i cui componenti (a cominciare dal coordinatore) dovrebbero forse ricevere un’indennità speciale poichè negli ultimi mesi hanno dovuto elaborare idee e strategie senza tregua su argomenti abbastanza diversi tra loro.
La commissione sul punto in questione è apparsa fin da subito divisa, chi propendeva per i cosiddetti concorsi interni chi per le chiamate individuali. Per avere un supporto giuridico orientante la commissione ha altresì richiesto un parere al consigliere giuridico del Rettore, prof. Bollani (003 – parere chiamate art 24 comma 6).
In prossimità della seduta del CdA di maggio la commissione, non riuscendo a condividere una proposta univoca ha deciso di inviare al CdA entrambe le proposte.
Il CdA nella seduta di Giugno ha approvato la versione che riportava la procedura valutativa individuale e non i concorsi interni. Si tralasciano in questo caso i dettagli sul ritardo del CdA nel deliberare ma va ricordato che l’orientamento del CdA fu chiaro già nella seduta di maggio.
Il Senato Accademico ha quindi ricevuto nella pratica istruttoria della seduta di luglio una proposta univoca, cioè la procedura valutativa individuale. Ma, dulcis in fundo, in SA
tale proposta non ha raggiunto un numero di voti favorevoli sufficienti e quindi è stata respinta. Fin qui la semplice cronaca dei fatti che han portato ad un reale impasse istituzionale.

Ora alcune riflessioni sul percorso che ha portato a questo stallo, in coda altre riflessioni sulla sostanza del (presunto) problema.

1) come nascono le valutazioni di inadeguatezza regolamentare? Vengono interpellati gli organi, in particolare il CdA, per valutare le inadeguatezze? Tale domanda risulta appropriata anche per altre situazioni come ad esempio il regolamento sugli incentivi una-tantum.

2) la commissione reclutamento e risorse è una commissione del SA. Nel passato assetto istituzionale le decisioni che uscivano dalla commissione (quasi) analoga per funzioni erano certamente vincolanti (forse anche troppo) per l’intero senato. Così non si può dire della commissione attuale, troppo diverse sono le condizioni di lavoro. In ogni caso più di una volta pur nella breve storia intercorsa le posizioni prevalenti nella commissione non han trovato ugual sorte alla prova del consesso ampio. Sia per correttezza istituzionale sia per opportunità parrebbe quindi meno problematico inviare al CdA o ad altre entità (come ad es. la consulta dei direttori) documenti già avallati dal senato nel suo complesso. Talvolta l’urgenza impedisce tale percorso, ma certamente non l’avrebbe impedito in questo caso stante la decisioni di attivare le procedure ex art 24c6 solo in coda ai concorsi aperti ex art 18.

3) in questo caso la commissione ha deciso di inviare al CdA due proposte alternative tra loro. Sapendo che l’approvazione finale del SA deve avvenire previo parere favorevole del CdA appare bizzarro inviare al CdA due proposte senza la preventiva disponibilità della commissione ad accettare la proposta che avrebbe poi ricevuto il favore del CdA e senza l’impegno ad adoperarsi affinché tale favore venisse espresso anche dal SA.

4) in realtà l’ultimo passaggio in SA è stato introdotto in modo molto parziale dal prorettore alla ricerca e coordinatore della commissione, che fin da subito si era schierato a favore dei concorsi interni. (Qui la dichiarazione di voto sul punto : dichpg).

Vedremo presto come il Magnifico Rettore deciderà di risolvere la questione.
Qui trovate alcune riflessione sulla sostanza del problema che mi spinge a ritenere preferibile la soluzione che ha avuto già il favore del Consiglio di Amministrazione.

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i cavalli cosa dicono sul modello di riparto?

Abbiamo parlato nel post precedente del modello di riparto e del suo esito. Il documento accompagnatorio che spiega i dettagli e le basi “contabili” è complesso e non di facile lettura ma ve la consigliamo per approfondire alcuni aspetti interessanti in prospettiva.
002 – Modello di riparto_senato

Nel frattempo si è tenuta la seduta del CdA nella quale il piano di riparto è stato approvato con alcune modifiche. A quel che risulta le modifiche del CdA sono intervenute per garantire o rendere altamente probabile il mantenimento di alcuni dati d’insieme molto importanti e cioè che il numero di upgrade sia 125 e che vi siano non meno di 9 esterni. In aggiunta sono stati posti alcuni paletti sulla tempistica, poiché non va dimenticato che i punti ripartiti sono comunque soggetti a scadenza e per alcuni di questi la scadenza è prevista per il 2014.

Vedremo a settembre gli effetti di queste delibere e come verranno implementate.
Il nostro parere su questa partita lo trovate nei files pdf che seguono, dove abbiamo riportato i nostri interventi e le nostre dichiarazioni di voto sul modello di riparto.

InterventoAT interventoPG dich_votoAT dich_votoPG

Torneremo a breve anche su altre questioni relative all’ultima seduta del SA e del CdA, ad esempio la questione della revisione del regolamento sulle chiamate.

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