classifiche e incentivi

Vi proponiamo un breve approfondimento sull’esito dei bandi incentivi economici una tantum per gli anni 2011, 2012 e 2013 che a fine anno sono apparsi sul sito del nostro ateneo.

Sottolineamo che gli unici numeri ufficiali sono quelli riferiti ai punteggi ottenuti dai singoli docenti e ai budget complessivi annuali, presi dal sito dell’ateneo. Tutti gli altri numeri che diamo sono frutto di nostre elaborazioni e stime, e perciò passibili di errore (insomma, aspettate a spendere questi soldi, non si sa mai).

La questione incentivi era già stata affrontata quando è stato approvato il regolamento relativo (17646REGOLAMENTOunata). Molte perplessità sono state espresse da più parti in ateneo su tale regolamento e sulla sua efficacia.

Certamente le commissioni che si sono adoperate a tal fine vanno ringraziate poiché si sono cimentate in un lavoro comunque non banale né semplice. Ma vediamo cosa ne è scaturito.

Incominciamo col dire che il lavoro è stato in parte agevolato dal fatto che il numero di domande presentate per anno in ciascuna fascia è stato ben al di sotto del limite di legge che avrebbe imposto una ulteriore scrematura. L’insensata e offensiva disposizione di legge che prevede che l’incentivo (e in futuro sarà lo scatto stipendiale) possa andare a non più del 50% degli aventi diritto (per il 2011) e a non più del 60% per il 2012 e 2013 non ha avuto effetto poiché le percentuali di domande nel nostro ateneo sono state assai più basse.

Si riporta il grafico (%dom) che mostra le % di domande rispetto agli aventi diritto divise per anno e per fascia.

In questa tabella tab1 sono invece riportati i dati relativi a

  • budget annuale complessivo (BC) e budget annuale per fascia (BPO, BPA, BRU)
  • numero aventi diritto (N.AD) e numero di domande valide (divisi per fascia) (N.DV)
  • tetto massimo attribuibile a singolo docente (TI) pari al 1% del budget annuale complessivo come da delibera del CdA
  • punti fragola complessivi per fascia (PFC) e VEP

Tutte le somme in euro sono da intendersi come somme lordo dipendente.

Le classifiche apparse consentono di poter stimare l’ammontare degli incentivi spettante ai singoli.

Va detto che il tetto imposto dal CdA (che prevede un valore massimo per l’incentivo al singolo docente pari al 1% del budget annuale complessivo) ha agito in modo molto diverso tra le fasce e questo è venuto a dipendere dai punti fragola attribuibili alle differenti fasce, come da regolamento.

Alcune osservazioni:

  • è curioso/preoccupante/interessante constatare che il numero di domande sia comunque sempre stato ben inferiore al 50% per tutte le fasce. Perché? Perché tanti docenti del nostro ateneo non avevano i requisiti minimi per partecipare al bando? Perché si son dimenticati di fare domanda? Perché guardano con disinteresse alla somma dell’incentivo? Perché disincentivati da un regolamento forse perfettibile?
  • è curioso che le percentuali maggiori di domande valide siano per 2 fasce su 3 quelle relative al 2011, cioè l’anno con il budget complessivo minore
  • ammesso che le elaborazioni fatte siano corrette gli incentivi sui 3 anni e per le 3 fasce variano molto poiché per PO e PA vi è una notevole gradualità mentre per RU si tende a saturare verso l’alto il valore medio dell’incentivo per gli effetti cooperativi dei punti fragola attribuiti per la didattica e del taglio dell’1% e conseguente “redistribuzione delle eventuali eccedenze ai soggetti utilmente collocati nella graduatoria di merito”.

I valori massimi e minimi degli incentivi percepiti (salvo errori degli scriventi) e il confronto di questi con quelli “teorici” senza l’applicazione del taglio all’1% sono riportati in queste due tabelle tab2.

Ad eccezione dei PA per l’anno 2013 in tutti i casi le soglie massime sono state superate. In modo diverso per fascia e per anno. Nel 2011 hanno superato il tetto massimo percepibile 1 PO, 4 PA e 24 RU. Nel 2012 1, 4 e 28 mentre nel 2013 1 PO, nessun PA e 22 RU.

Stante l’ammontare del taglio. in alcuni casi molto elevato, e il numero molto diverso tra fasce dei soggetti a cui si deve applicare si arriva a una situazione di attribuzione degli incentivi mediamente molto diversificata.

Infatti la ridistribuzione nelle fasce PO e PA comporta una somma minima da rimettere in circolo. Differente è la situazione per la fascia RU: per tutti gli anni la maggior parte dei soggetti che han fatto domanda riceverà il tetto massimo percepibile.

Il dettaglio per l’anno 2012 è riportato in questa tabella (sghei), dove sono evidenziate le somme teoriche applicando la formula PF*VEP e poi l’eccedenza rispetto al tetto pari al 1% del budget annuale. Per la fascia RU questo significa ridistribuire una somma pari a 54893€. Quindi per il 2012 e salvo errori nelle nostre stime, 58 ricercatori dei 73 che hanno presentato domanda percepiranno l’incentivo massimo.

Quindi in buona sostanza la distribuzione degli incentivi porta ad assegnare a molti dei ricercatori che han fatto domanda la stessa quota massima percepibile mentre per PO e PA l’incentivo varia di molto.

Al termine di questa breve e incompleta analisi alcune domande appaiono ineludibili.

  • Ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre Università è stilare classifiche tra docenti?
  • Siamo sicuri che queste classifiche siano effettivamente lo specchio di una realtà così differenziata?
  • Questi soldi che vengono distribuiti vanno a compensare “una tantum” (o due tantum…cosa succede nel 2014?) il mancato scatto stipendiale. Siamo certi che il sistema del VEP con conseguente estrema differenziazione tra incentivi sia opportuno? Non sarebbe meglio riversare la differenziazione sul fondo “premialità”?
  • Quante e quali sono le attività non considerate che molti docenti svolgono, magari di interesse per la comunità, e che non sono state considerate?
  • Cosa è autorizzato a pensare un docente che a causa del lavoro fatto ma non premiato dal regolamento si è trovato a non poter partecipare al bando o si è trovato in posizioni di retroguardia?
  • Quali sono gli effetti complessivi di una distribuzione di risorse economiche ai singoli con un sistema assai imperfetto di valutazione delle attività?

E’ bene per il nostro Ateneo che tutti, dalla Governance in giù, cerchino di dare risposte adeguate. Voi lettori, ad esempio, cosa ne pensate?

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4 risposte a classifiche e incentivi

  1. Giovanni Vidari ha detto:

    Caro Pietro,
    Io sono uno di quei docenti che, consciamente, non ha partecipato alla distribuzione degli incentivi, non volendo, indirettamente, condividere i criteri di selezione. In un ‘ Universitá “di ricerca” si dovrebbero premiare innanzitutto i meriti scientifici e didattici. Dando tanto peso, come si é fatto, agli incarichi amministrativi, avremo presto una corsa ai posti di governance e di burocrazia. Bel risultato!
    Cari saluti
    Giovanni Vidari

  2. marica roda ha detto:

    Caro Pietro,
    dici: “è curioso/preoccupante/interessante constatare che il numero di domande sia comunque sempre stato ben inferiore al 50% per tutte le fasce. Perché? Perché tanti docenti del nostro ateneo non avevano i requisiti minimi per partecipare al bando? Perché si son dimenticati di fare domanda? Perché guardano con disinteresse alla somma dell’incentivo? Perché disincentivati da un regolamento forse perfettibile?”
    Nessuna delle tue domande fa riferimento alla dignità delle persone. Non me ne stupisco certo, il mondo e l’università vanno così: come un medio supermercato dove anche i punti fragola (?) fanno gola e possono essere tesaurizzati in vista dei ricchi premi finali.
    Io sono tra quelli che non hanno fatto domanda, sono troppo vecchia per queste cose.
    ciao

  3. Giampaolo Minetti ha detto:

    Questa lettura della L. 240/2010 oltre che travisare i criteri in base ai quali si dovrebbe incentivare il docente/ricercatore (come ha giustamente notato il Prof. Vidari: docenza e ricerca, e non incarichi amministrativi che dovrebbero essere i nostri stanchini amministrativi a svolgere!) è anche probabilmente in contraddizione con se stessa. Se “una tantum” vuol dire una volta sola e poi basta, coloro i quali avrebbero maturato lo scatto stipendiale nel 2011 godono due volte dell’una tantum, perché prendono anche gli incentivi 2013. Sicuramente la signora Gelmini non poteva arrivare a conoscere i meccanismi biennali di scatto di anzianità (non conoscendo ella di fatto alcunché dell’Università e solo mirando alla sua demolizione), ma chi ha implementato la norma non si è accorto di questo? A meno che il meccanismo non diventi strutturale e vada a coprire con criteri di merito l’abolizione degli scatti automatici biennali. Ma allora perché è stato chiamato “una tantum” e perché il primo “bando” copre un triennio e non un biennio come sarebbe stato più logico?
    Boh!!!

  4. Ludovico Pernazza ha detto:

    Anch’io ho la mia sulla domanda di incentivo “una tantum” (che non ho fatto): non concepisco l’Universita` come un sistema competitivo e in particolare la competizione per questi soldi (palesemente “regalia” concessa al posto di scatti che dovevano esserci per tutti) mi e` risultata particolarmente fastidiosa. Non voglio giudicare negativamente chi la domanda l’ha fatta, sia chiaro; dico solo che io non sono riuscito a seguire una norma troppo lontana dal mio modo di vedere. Fortunatamente si poteva fare senza fare niente di illegale, almeno.
    Ludovico

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