esiti seduta SA del 14/07

come si presumeva la brevità della seduta di giugno è stata scontata in questa, protrattasi fino alle 20.30.
L’ordine del giorno era fitto e conteneva non poche questioni importanti.
Nei prossimi giorni tratteremo alcune questioni in dettaglio. Qui ora richiamiamo solo il risultato certamente più importante di questa seduta, ovverosia l’approvazione del modello di riparto che distribuisce le risorse ai dipartimenti.
I dati sono riportati in questa tabella001 – 2 tabella modello.

Tala tabella, di non facile lettura, mostra nella colonna “PP
totali 2013-2016” i punti proper assegnati a ciascun dipartimento sulla base di un modello complesso, lungamente discusso e implementato dalla commissione Risorse del Senato Accademico e che è stato approvato largamente con soli 3 voti contrari e 4 astenuti. Alcuni senatori nel momento della votazione avevano abbandonato l’assemblea. Pare di poter dire che il consenso ricevuto sia stato maggiore del gradimento espresso. Peraltro tale modello sarà al vaglio del CdA il prossimo 22 Luglio.
Ritorneremo presto su vari elementi connessi con questo argomento e su altri punti discussi nella seduta.

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resoconto SA 16 giugno – sessio precox

Più sotto trovate un resoconto della seduta del SA dello scorso 16 giugno, ringraziamo Elisa Roma per il solito lavoro di sintesi. Come avrete certamente notato l’ordine del giorno era abbastanza leggero e leggera è stata la seduta. Alle 16.30 circa il Magnifico Rettore ne ha decretato il termine, e con orgoglio condiviso è stato dichiarato il primato assoluto nella classifica delle più brevi sedute del SA.
La breve durata di giugno però verrà probabilmente compensata da ciò che avverrà a luglio. Infatti la cosa più interessante di questa seduta è proprio ciò che non c’era, ma che è prevista in arrivo.
Parliamo del piano di riparto, sul quale torneremo a breve e che dai rumors che arrivano dalle scuderie si annuncia come un interessante esercizio di equilibrismo che molti di noi non vedono l’ora di apprezzare.
Questo e molto altro ci attende. Stay tuned!

Resonconto Seduta 16 Giugno

Comunicazioni
• Il Rettore e il Senato hanno salutato l’ingresso dei nuovi rappresentanti degli studenti: Renato Bortolotti e Giulia Scagliotti per l’area scientifica, Dafne Capisani e Claudio Falduto per l’area umanistica; Fausto Romano per i dottorandi.

• Il Rettore ha trasmesso una breve relazione sulle attività del Polo Tecnologico Servizi.

• La Prof.ssa Arisi Rota ha informato sul successo dell’iniziativa di raccolta di progetti da finanziare “dal basso” (“Un progetto per i progetti”) e sulla prossima sperimentazione di una piattaforma di crowdfunding.

• È stato emanato il regolamento per la nomina dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nelle componenti docenti, personale tecnico e amministrativo, studenti, che sono eletti in concomitanza con le elezioni degli Organi di Ateneo, o designati, in caso di esaurimento delle graduatorie (per la componente docente, dal Senato accademico).

• Il Gruppo di lavoro per la revisione dello Statuto, dopo avere sottoposto agli organi le modifiche più urgenti, relative in particolare alla costituzione delle rappresentanze studentesche, ha ritenuto di procedere nel lavoro di revisione sospendendo, però, al momento, relativamente ad altre proposte di modifica, la discussione negli organi e l’invio al MIUR, per cumularle in un unico invio.

03/01 Regolamento di Ateneo per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro
Il Senato ha approvato il nuovo Regolamento di Ateneo per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, che identifica quattro figure di delegati del datore di lavoro, responsabili rispettivamente delle aree umanistica, tecnico-scientifica, medica ed edilizia.

05/01 e 02
Sono state approvate le convenzioni per l’attivazione dei corsi di dottorato in “Economics” (Università di Milano) e in “Political Studies” (Università di Milano, Genova, Cattolica del Sacro Cuore).

06/01 Aggiornamento schema tipo accordi di cooperazione internazionale
Lo schema tipo per gli accordi di cooperazione internazionale è stato integrato con le previsioni che gli scambi siano finalizzati anche a programmi di doppio titolo e che coinvolgano anche staff amministrativo.

09/02 Procedura per concessioni di nulla osta per affidamenti fuori sede
Il Senato ha approvato una nuova procedura per la concessione di nulla osta ai docenti per incarichi di insegnamento fuori sede. In seguito all’approvazione da parte del Dipartimento il nulla osta sarà concesso direttamente dal Rettore senza passaggio in Senato.

09/03
Il Senato ha approvato la modifica alla destinazione di punti deliberata dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, che converte una posizione di RTD b in una proroga biennale di un contratto di RTD a.

09/04
Il Senato ha approvato la proposta di attivazione della chiamata di un professore di II fascia nel settore concorsuale 13/B2 Economia e gestione delle imprese, SSD SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese (Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali).

12/01
Sono stati designati i nuovi membri delle Commissioni del Senato in rappresentanza degli studenti:
Commissione Programmazione e sviluppo della didattica: R. Bortolotti e D. Capisani
Commissione Reclutamento e risorse personale docente: D. Capisani
Commissione Ricerca: F. Romano
Commissione Trasferimento conoscenza: F. Romano
Commissione Edilizia: G. Scagliotti

12/02
I nuovi rappresentanti degli studenti nella commissione Bibliotecaria di Ateneo sono Francesca L’Acqua e Luigi Profeta.

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resoconto parziale seduta SA del 19 maggio

Come parziale resoconto della seduta del senato accademico del 19 Maggio e richiamando gli esiti pubblicati prontamente dalla nostra amministrazione ci soffermiamo sui due punti più interessanti:

3.1 Parere su Regolamento per l’attribuzione a professori e ricercatori dell’incentivo una tantum (art. 29 L.240/2010) Revisione

5.1 Modello di riparto Fondo di Ateneo Ricerca & Giovani

Entrambe le delibere sono state approvate a maggioranza con alcuni voti contrari e alcune astensioni. Si sconsiglia agli analisti delle dinamiche di voto frettolose schematizzazioni. Le geometrie accademiche, si sa, sono infinite.

Ma veniamo alla sostanza dei due punti citati e partiamo dal 5.1.

Nell’anno 2013 le dotazioni dipartimentali, comprensive della quota di funzionamento, di ricerca (FAR) e di una piccola quota per la didattica, sono state di € 2.110.000. In occasione del bilancio di previsione 2014, l’amministrazione ha assegnato il 70% delle dotazioni 2013 (€ 1.477.000) in attesa di completare l’analisi del bilancio di Ateneo.
L’amministrazione ha quindi poi deciso di istituire il Fondo Ricerca & Giovani (FRG) facendovi confluire la parte non assegnata della quota ricerca delle dotazioni dipartimentali 2013 (€ 603.000), la quota di € 620.000 di fondo assegni di ateneo e una quota aggiuntiva rispetto al bilancio 2013 di € 577.000 per un totale di € 1.800.000. La scelta di incrementare il fondo di ricerca di ateneo nasce dalla rilevanza di sostenere la ricerca in un momento di grave difficoltà di reperimento di fondi e dopo anni di progressiva contrazione delle fonti di finanziamento interne.
La proposta elaborata dal prorettore Bottinelli è stata prima considerata positivamente dalla consulta dei Direttori e poi approvata dalla commissione Ricerca (con una richiesta di modifica poi tradotta in una variazione del riparto). Tale proposta prevede di suddividere il FRG in tre quote:

– quota FRG premiale (25%): € 450.000
– quota FRG assegni di ricerca (35%): € 630.000
– quota FRG finanziamento per la ricerca (40%): € 720.000

Va subito detto che quanto approvato è solo il modello di riparto. Arriverà a breve una proposta per le modalità di utilizzo del FRG.
La quota cosiddetta premiale verrà distribuita in questo primo anno di applicazione… a pioggia, considerando come pluviali non i singoli docenti ma i dipartimenti e quindi verrà data una quota di 25 k€ a dipartimento, cifra corrispondente alla copertura di un assegno di ricerca.
La quota per assegni di ricerca verrà ripartita tra i dipartimenti utilizzando 3 parametri con pesi rispettivamente 50%, 40% e 10%.
Tali parametri sono:
a) il numero di dottorandi di ricerca in corso;

b) un parametro dato da (1+alphaxIPR) dove IPR è ricavato a partire dal famoso VS (voto standardizzato), parametro proposto da ANVUR per valutazioni anche intra-Ateneo tra realtà differenti e che è proposto come scorrelato dall’effettivo costo della ricerca (qui per approfondire). Nella formula interviene un parametro alpha che ha un valore politico poiché ha come effetto quello di esaltare o appiattire le differenze; va detto che la funzione di per sè e il parametro scelto (al momento) da UniPV agiscono nel senso di ridurre sensibilmente gli effetti di performance molto buone o molto negative.

c) il costo degli assegni di ricerca banditi dal dipartimento negli ultimi tre anni.

La terza quota, finanziamento della ricerca, quella più consistente, si prevede venga distribuita utilizzando due parametri: uno di merito (valore di IRDF) ed uno di peso (numero dei soggetti), entrambi con valore 0.5.
Il parametro IRDF è uno dei tanti output della VQR e a differenza del VS non è indipendente dal costo della ricerca ed è la media di altri parametri IRDn (per spiegazioni dettagliate consultare il sito ANVUR, per demolizioni dettagliate delle spiegazioni dettagliate consultare il sito ROARS).
Per il numero di soggetti si è attuata la media tra il numero di soggetti valutati nella VQR e il numero di soggetti valutabili attualmente. In seduta è stata poi apportata una modifica richiesta dalla commissione Ricerca che a maggioranza ha proposto di accantonare un “premio” per i dipartimenti ove operano giovani vincitori di progetti ERC, FIRB, Rita Levi Montalcini.
La proposta finale approvata prevede quindi di scorporare dalla quota per assegni di ricerca la somma di 23 k€ in tutto da distribuire attribuendo 1 k€ ai Firb, 2 k€ a RLM e 4 a ERC (qualche incertezza su questi ultimi numeri vi è, anche in considerazione del fatto che la proposta è stata portata direttamente in seduta senza documentazione precedente).

Andiamo brevemente al regolamento incentivi.
Qui (bozza reginc)potete consultare un testo che dovrebbe essere molto simile o addirittura uguale al testo approvato. E’ tuttavia una personale ricostruzione e non un documento ufficiale.

Su questo regolamento abbiamo già detto qualcosa. In calce trovate il mio (cavallo Pietro, l’altro era assente per impegni didattici) intervento e la mia dichiarazione di voto.

In attesa di quanto farà il CdA che deve approvare il regolamento non resta che ricordare che l’amministrazione ha chiaramente detto che tutto quanto è riportato in questo testo è finalizzato alla distribuzione dell’una tantum e che andrà ridiscusso totalmente per l’assegnazione dello scatto stipendiale.

INTERVENTO DURANTE LA DISCUSSIONE DEL PUNTO

PG chiede direttamente al Magnifico Rettore se vi sia stata fin qui una qualche forma di condivisione con il Consiglio di Amministrazione, organo che dovrà approvare il presente regolamento sul quale noi siamo chiamati solo ad esprimere un parere.
PG ritiene che in casi come questo e tanti altri sarebbe utile modificare la fase istruttoria portando i lavori in commissioni o gruppi di lavoro che prevedano la partecipazione anche di membri del cda.
PG ravvede certamente nella proposta attuale un miglioramento sensibile rispetto alla proposta originaria.
Tuttavia permangono aspetti critici.
Alcuni per ragioni “politiche”, altri per ragioni tecniche.
Seguendo l’ordine con cui gli elementi compaiono nel testo presentato:

a) stante la possibilità da parte del CdA di dedicare fino ad un massimo del 30% dei fondi a una specifica categoria, non capisco perché non si possa proporre nel regolamento, che il CdA dovrà approvare, un peso differente per la numerosità tra fasce. L’ammontare complessivo non cambia e mi pare un gesto decisamente “politico”. Per inciso non concordo con l’attribuzione esclusiva alla categoria dei ricercatori dell’eventuale 30% che verrà proposto, ma non inserito nel regolamento, al CdA. Secondo me sarebbe preferibile graduare i pesi inversamente allo stipendio medio delle fasce e quindi ad esempio destinare una quota aggiuntiva anche ai PA.

b) il dm 665 prevede che vengano osservati dalle università alcuni criteri per scrivere i regolamenti. Tra questi:
…f) verifica della qualita’ della produzione scientifica nel triennio precedente sulla base di criteri adottati a livello internazionale.”

Mi pare che l’unica valutazione proposta sia nel senso di considerare premiabili solo i titolari di progetto. A me pare uno strano modo di valutare la qualità della produzione scientifica e soprattutto attaccabile dal punto di vista di eventuali ricorsi qualora un soggetto si vedesse privato dell’incentivo nonostante abbia fatto molti articoli magari molto citati ma senza progetti.

c) mi pare, da una rapida e certamente incompleta indagine, che siamo tra i pochi atenei se non l’unico a prevedere una differenziazione anche cospicua per l’ammontare dell’incentivo una tantum.
Chiedo quindi se è noto se altri Atenei procedono in tal senso e se sì quale sia l’ammontare della diversificazione.
Inoltre: siamo sicuri di andare nella direzione giusta? non sarebbe forse più giusto riversare questa differenziazione sul fondo premialità e non sulla corresponsione dello scatto (o di un suo surrogato in questa fase transitoria)?
quello appena espresso è una sorta di dubbio “politico”.
ora una osservazione tecnica.
Il calcolo del VEP si basa sull’ammontare complessivo dei soldi diviso il numero dei punti complessivi.
Prendiamo il caso dei ricercatori. Tutti o quasi fan didattica (circa 3000 crediti). Quindi supponiamo che siano sul triennio circa 300 ric. I responsabili di un progetto di ricerca ecc saranno forse esagerando un decimo, ancora meno quelli che hanno incarichi gestionali. Per farla breve il VEP è determinato numericamente praticamente solo dalla didattica ma poi viene distribuito ai singoli su numeri che per il calcolo del vep sono residuali (cioè i punti accumulati per ricerca e gestione). A mio avviso questo modello non può funzionare, né in termini di sensatezza né operativamente e aggiungo che ritengo che non aiuterà a creare una classifica.
La diversificazione anche ampia dell’una tantum potrebbe essere sostenibile (per quanto a mio avviso poco opportuna) qualora si riuscisse a quantificare in modo completo le attività premiabili e a distribuire in modo omogeneo e argomentato un monte punti per attività di ricerca di didattica e gestionali.
Qui si dice che tante attività gestionali non sono accertabili. E che non ci si può avvalere dell’autocertificazione, pena possibili ricorsi. Chiedo quindi che senso abbia arrivare a stabilire a regolamento il valore del VEP. Peraltro tale parametro è strettamente finanziario e chiedo come mai in questo caso si proponga al CdA un testo così “stringente” e invece non si possa mettere nel testo una proposta “politica” come quella di cui al punto a). Inoltre, come già sostenuto da altri, dire ai tanti che lavorano nell’interesse dell’ateneo che il loro lavoro non è valutato ha un impatto potenzialmente pericoloso.

DICHIARAZIONE DI VOTO
A mio avviso il regolamento nell’attuale stato di elaborazione ha subito certamente dei miglioramenti non da poco rispetto alla versione portata in senato a marzo.
Tuttavia ho già espresso precedentemente alcune forti perplessità, di metodo, di merito e politiche.
Va considerato che tali testi per quanto temporanei e modificabili come ampiamente dichiarato costituiscono anche uno strumento di indirizzo e secondo me l’indirizzo non è quello migliore per l’ateneo. Considerando che le numerose domande anche tecniche che ho proposto non hanno avuto alcuna risposta in alcuni casi o risposte non soddisfacenti in altri non posso far altro che dichiarare con rammarico il mio voto contrario alla proposta.

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Sul regolamento incentivi ex art 29 comma 19

La legge 240 all’art 8 ha previsto la revisione del trattamento economico dei professori e dei ricercatori universitari imponendo la trasformazione della progressione biennale per classi e scatti di stipendio in progressione triennale, con invarianza complessiva della progressione e con decorrenza della trasformazione dal primo scatto successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge.
L’art 29 al comma 19 disciplina la fase transitoria e successivamente il DM 665 (per il 2012 e il 2013, mentre per il 2011 vi era un analogo provvedimento) ha definito meglio parametri e criteri per gestire la fase transitoria del passaggio, nella quale viene riconosciuto un incentivo che sostituisce lo scatto stipendiale. Per il 2011 questo incentivo può andare al massimo al 50% degli aventi diritto, ovvero sia coloro che avrebbero maturato lo scatto nel 2011, mentre tale soglia sale al 60% per il 2012 e il 2013.

Un primo commento va subito fatto: è inaccettabile, sarebbe inaccettabile in un paese decente che per legge si stabilisca che non più della metà o dei 3/5 del personale docente di un ateneo abbia diritto allo scatto stipendiale. Stabilire “per legge” che solo un certo numero di persone ha diritto ad essere dichiarato “meritevole” slega ovviamente la definizione di merito dalla attività e dai risultati del singolo. Non importa quanto fai e come lo fai: se anche per un soffio, magari perchè hai privilegiato una attività poco “remunerativa” ai fini del punteggio finale, finisci nella seconda metà, vieni automaticamente escluso, con il probabile effetto di essere oltretutto indicato come “accademico fannullone”, secondo una moda piuttosto in voga su buona parte della stampa nazionale.

Ma proviamo ad andare oltre, seppur a fatica.

Oltre alla legge 240 (art 6 comma 14 e art 8) il Ministero ha provveduto con due distinti decreti a disciplinare la materia. In particolare il DM 665 del luglio 2013 riferito agli anni 2012 e 2013 ha stabilito che le università devono approntare il relativo regolamento tenendo conto dei seguenti criteri:
a) previsione di criteri e procedimenti distinti per ruolo e per fascia;
b) ammissione al procedimento per ciascuno degli anni 2012 o 2013 dei soggetti aventi diritto, rispettivamente ai sensi dell’art. 2 o 3, che hanno presentato domanda;
c) presentazione da parte dei candidati della relazione sul complesso delle attivita’ didattiche, di ricerca e gestionali svolte, i sensi dell’art. 6, comma 14 della citata legge n. 240 del 2010;
d) assolvimento da parte dei candidati dei compiti loro affidati nel triennio precedente, in relazione allo stato giuridico e alle esigenze dell’ateneo di appartenenza;
e) accertamento da parte della autorita’ accademica della effettuazione di pubblicazioni scientifiche nel triennio precedente;
f) verifica della qualita’ della produzione scientifica nel triennio precedente sulla base di criteri adottati a livello internazionale.

Il nostro Ateneo aveva già deliberato nel luglio 2013 con molta fretta un regolamento per la distribuzione degli incentivi per l’anno 2011, motivando l’urgenza con la decorrenza dello stanziamento e il rischio di perderlo. Quel regolamento presentava molti aspetti incongruenti e/o inapplicabili, tant’è che in questi ultimi mesi è stata portata all’attenzione del senato accademico la sua revisione.
Anche la proposta sottoposta a marzo ha suscitato molte obiezioni (in coda al post potete trovare un estratto del verbale relativo al punto). E il Rettore ha messo al lavoro la Commissione Reclutamento e Risorse per una ulteriore revisione.
E’ difficile descrivere in un post con sufficiente dettaglio i molti aspetti delicati e/o controversi di un testo che deve regolamentare la distribuzione di denari.
Proviamo a vederne alcuni sulla base delle notizie che circolano e prendendo anche in considerazione come stanno agendo altri atenei.
Di quanti soldi stiamo parlando?
– € 277.142 (oneri inclusi) per l’anno 2011;
– € 758.898 (oneri inclusi) per l’anno 2012;
– € 928.858 (oneri inclusi) per l’anno 2013.

I soldi devono essere ripartiti tra le fasce in relazione alla numerosità degli aventi diritto per ciascuna fascia. Per legge il CdA può decidere di ripartire fino al 30% della somma complessiva per fini diversi, cioè al di fuori della proporzionalità diretta. In alcuni atenei questa possibilità è stata recepita direttamente nel regolamento (d’altronde il CdA deve approvare il regolamento mentre il senato dà solo parere). Due casi estremi: l’Università di Modena e ReggioEmilia ha conteggiato la numerosità per fasce dando un peso 1 a ordinari, 1.4 agli associati e 2 ai ricercatori. L’Università di Venezia pesa 1 gli ordinari, 0.7 gli associati e 0.5 i ricercatori. Due scelte politiche divergenti: la prima assegna più risorse a chi è mediamente più giovane e mediamente ha uno stipendio inferiore e non di poco, la seconda fa esattamente il contrario. Considerato che stiamo parlando di una “una tantum” che va a sostituire lo scatto stipendiale appare decisamente più virtuoso il comportamento di UniMoRe che premia maggiormente coloro che sia nel breve che nel lungo periodo (con effetti peraltro non del tutto prevedibili) hanno subito e subiranno le riduzioni stipendiali più consistenti.
Nel nostro Ateneo, a giudicare dal dibattito in Senato, pare vi sia un orientamento volto a dare di più a chi prende meno, anche se la decisione finale spetterà al CdA.
Il regolamento così come dovrebbe essere licenziato dalla commissione reclutamento e risorse prevede come criterio di ammissibilità alla valutazione l’aver prodotto almeno 2 pubblicazioni nel triennio precedente la maturazione del beneficio economico. Vi è stata discussione circa la necessità di aagiungervene un altro: aver conseguito una valutazione superiore a 7 nei questionari di valutazione della didattica nel triennio precedente la maturazione del beneficio economico.
È probabile che tale elemento verrà considerato più propriamente per l’assegnazione di punti e non per valutare l’ammissibilità.

Per i criteri di valutazione molti altri atenei adottano uno schema di suddivisione delle attività in ricerca, didattica e gestione dando un monte punti massimo attribuibile per ciascuna classe diversificato per fasce. L’intensità della diversificazione cambia da ateneo ad ateneo. In alcuni casi non viene dato alcun punteggio per la didattica dei ricercatori (UniBS), attività come ben noto non dovuta. In molti casi però si rispecchia uno schema che all’incirca suona così: un PO deve impegnarsi in modo equilibrato sulle 3 attività, un PA come il PO ma con un lieve sbilanciamento a favore della ricerca con riduzione della fase gestionale. Per un ricercatore sale di molto il peso della ricerca, scende un poco quello per la didattica e in alcuni casi di molto quello per la fase gestionale ( UniGe, UniPI).
Nel regolamento così come è stato presentato in Senato a marzo e come sembra uscire dalla commissione reclutamento e risorse non si dà un monte punti per le 3 attività ma vengono assegnati dei punti, che chiameremo punti-fragola, per una serie di attività “premiabili”. Nel computo relativo alla ricerca valgono i ruoli di coordinatore o responsabile, principale o locale, di progetti di ricerca internazionali, europei e italiani comunque ottenuti su bandi competitivi. Per la didattica e solo per i ricercatori si prospetta una situazione in cui si danno punti per scaglioni di CFU sostenuti.
Per l’attività gestionale vengono conteggiati gli incarichi nella governance d’ateneo (prorettori e delegati), l’essere componente degli organi di governo e del NuV, il ruolo di direttore di Dipartimento e di preside di Facoltà e, pare, poco altro.

Il bottino individuale di punti fragola costituirà il moltiplicatore da applicare al cosiddetto VEP (Valore Economico Puntuale), calcolato dividendo la somma totale a disposizione per quella fascia per il numero totale di punti fragola accumulati complessivamente da quella fascia.

La situazione che si prospetta è di un bottino individuale che può variare anche di parecchio da soggetto a soggetto, situazione non riscontrabile nella stragrande maggioranza dei regolamenti degli altri atenei. Tale situazione, comunque opinabile per questioni di principio, risulta particolarmente delicata se le modalità di computo dei punti fragola non rispecchiano la realtà lavorativa sottostante e ne rappresentano solo una parte.

La sensazione è che si voglia predisporre un regolamento che consenta una semplice, rapida e automatica definizione della graduatoria. Tale automatismo ha ovviamente dei vantaggi procedurali ma potrebbe essere inidoneo a riconoscere incentivi su basi meritocratiche. Staremo a vedere i documenti ufficiali. E’ vero che questo regolamento deve definire solo la fase transitoria e quindi alcuni aspetti che possono risultare controversi potranno essere rivisti. Certo è che alcuni segnali vanno dati nel modo corretto fin da ora e si deve avviare una una riflessione più organica e più ampia per arrivare al regolamento che definirà in futuro le modalità per la concessione dello scatto triennale.

A presto per aggiornamenti!

ESTRATTO VERBALE SEDUTA MARZO 2014
[…Si apre un’ampia ed articolata discussione con l’intervento di diversi Senatori, da cui emergono le os-servazioni che, in sintesi, si riportano: il meccanismo di distribuzione delle risorse di tipo proporzionale va a penalizzare il ruolo eco-nomicamente più debole (i ricercatori universitari): la normativa prevede la ripartizione dell’in-centivo per fasce e ruoli proporzionalmente alla consistenza numerica dei destinatari, con possibilità di incentivare il 50% degli aventi diritto nel 2011 e il 60% nei due anni successivi; è altresì prevista la possibilità di destinare fino ad un terzo delle risorse a favore di un diverso ruolo, previa delibera del Consiglio di amministrazione sulla base di motivate esigenze (peral-tro il regolamento all’art.3, comma 2, ha recepito tale possibilità). Il Senato accademico potrebbe pertanto formulare, a latere del Regolamento, una raccomandazione al CdA di decurta-re di 1/3 gli stanziamenti previsti per i PO e PA in favore dei ricercatori; nell’attribuzione dei punteggi viene dato troppo spazio agli incarichi di tipo gestionale e all’atti-vità di ricerca ma non alla didattica; sono state pertanto avanzate una serie di proposte oggetto di valutazione ai fini della revisione del regolamento, quali: a) l’attribuzione di un punteggio per i professori di prima e seconda fascia sulla base dei ri-sultati dei questionari di valutazione della didattica distribuite agli studenti b) l’attribuzione di un punteggio nel caso di ulteriori impegni didattici per i PO e i PA (dal 16° credito in poi); c) l’attribuzione di un punteggio maggiore ai ricercatori che svolgono attività didattiche : si potrebbe assegnare 1,5 punti relativi ad incarichi di insegnamento indipendentemente se retribuito o meno eliminando la differenziazione introdotta dal regolamento relativa ai CFU erogati; – è stato proposto di modificare la composizione della commissione di valutazione con l’introdu-zione di 1 ordinario, 1 associato e 1 ricercatore; – per quanto attiene all’attribuzione del beneficio, a parità viene incentivato chi ha la maggiore anzianità nel ruolo e, in caso di ulteriore parità, il più anziano d’età: si richiede di invertire il cri-terio incentivando i più giovani; – viene anche richiesto di rivedere in toto la metodologia introducendo un differente peso, a se-conda del ruolo e della fascia di appartenenza, alle 3 tipologie di attività incentivabili (didattica, ricerca e gestionale); – considerare i questionari di valutazione della didattica assegnando 0,5 punti al docente che supera il punteggio di 7 con il 50% dell’utenza di riferimento; – attribuire ai progetti approvati un valore diverso rispetto a quelli non approvati, ma riconoscere anche quelli non finanziati….]

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a proposito delle 32 procedure concorsuali per PA

Come sapete, nel mese di Aprile è stato approvato dagli organi di governo l’avvio di 32 procedure concorsuali per Professore Associato.
In realtà nel mese di Marzo gli organi di governo avevano approvato l’anticipazione di punti budget per avviare 33 procedure ma un dipartimento (Scienze Economiche e Aziendali) ha preferito avviare solo una delle due procedure preventivate.

Questa tranche rappresenta la prima “spesa” del famigerato Piano Straordinario Associati che tanto ha fatto e farà discutere.
A breve ritorneremo su aspetti generali che riguardano il PSA, il suo impatto su UniPV e il suo utilizzo e la ripartizione tra dipartimenti. Tali argomenti sono di scottante attualità dato che la commissione Risorse e Reclutamento è al lavoro con l’obiettivo dichiarato di arrivare a definire un nuovo piano di riparto entro il mese di giugno.

Nella tabella qui di seguito consultabile ci limitiamo a riportare in ordine di settore concorsuale i 32 concorsi banditi dal nostro ateneo. Vengono riportati inoltre i SSD relativi, il dipartimento chiamante, il numero di abilitati presenti in UniPV e il numero di abilitati totali.
Due dipartimenti bandiscono due differenti concorsi sullo stesso settore. Un dipartimento bandisce un posto che andrà certamente ad esterni non essendovi abilitati in UniPV.
11 concorsi riguardano settori in cui vi è un solo abilitato UniPV.

Tabella Situazione 32 Concorsi PA tabe

Forse è superfluo ma di seguito trovate la corrispondenza sigla – dipartimento. Copia di tabe

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Alcuni dati per UniPV relativi alle abilitazioni scientifiche nazionali

Nel seguito vengono riportati alcuni dati relativi alle abilitazioni nazionali per quel che riguarda la situazione per i ricercatori UniPV.
La valutazione è stata fatta conteggiando solo i ricercatori strutturati RTI e considerando solo la domanda presentata nel settore concorsuale di pertinenza. A causa del complicato reperimento del dato non si è tenuto conto di abilitati “fuori settore” e di abilitati non strutturati pur se operanti da tempo presso UNIPV. Nella distribuzione di abilitazioni in funzione dei settori concorsuali sono state considerate anche le abilitazioni ottenute da RTD in servizio al 31.12.2013 ma non le domande presentate da questi ultimi.
Le banche dati utilizzate sono state le seguenti:
– sito MIUR organico docenti,
– sito ASN risultati abilitazioni.

Alcuni dati d’insieme.
N domande di RTI: 221
N RTI abilitati : 150
N RTI in attesa dell’esito: 10
N di RTI in UniPV al 31.12.2013: 398

Nel seguito vengono riportati i dati distinti per settore concorsuale. Tali dati ricomprendono anche le abilitazioni ottenute da RTD.
Abbiamo in UniPV
49 SC con 1 solo abilitato UniPV
27 SC con 2
5 SC con 3
3 SC con 4
1 SC con 5
2 SC con 6
1 SC con 7

Il dettaglio nella seguente tabella SCvsNAbb .
Le tabelle ministeriali relative ai settori concorsuali per aree CUN e le relative corrispondenze ai settori sceintifici disciplinari sono consultabili qui.
A seguire pubblicheremo alcuni dati su scala dipartimentale e alcune informazioni relative ai primi 32 concorsi in fase di attuazione.

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Resoconto seduta Senato Accademico 14 Aprile

Ecco un sintetico resoconto della seduta di lunedì 14 aprile.
Grazie a Elisa Roma. A seguire incominceranno gli approfondimenti.

Comunicazioni
La discussione sulla revisione del Regolamento per l’attribuzione dell’incentivo una tantum (art. 29, c. 19, L240) ha richiesto più tempo del previsto alla Commissione reclutamento e personale docente, perciò l’approvazione del regolamento sarà inserita all’ordine del giorno della prossima seduta.

04/01 Programmazione locale degli accessi ai Corsi di studio per l’a.a. 2014-15
Sono state approvate le richieste dei Dipartimenti al riguardo, per cui il Nucleo di Valutazione ha dato parere positivo. I numeri programmati ricalcano in gran parte quanto previsto negli anni precedenti, salvo il numero di posti per il corso di laurea magistrale in World Politics and International relations.
Il Prorettore Govoni ha informato che la Commissione Programmazione e sviluppo della didattica, che ha discusso pochi giorni fa della questione, proporrà al Senato alcuni cambiamenti in merito alle possibilità di mutuazione di insegnamenti da corsi ad accesso programmato.

04/02 Rinnovo convenzione per Corso di laurea in Scienze del turismo (sede amministrativa Università di Pisa)
Il Senato ha approvato alcune modifiche della convenzione con l’Università di Pisa, l’Università della Svizzera Italiana, la Fondazione Campus Studi del Mediterraneo e la Fondazione Lucchese per l’Alta Formazione e la Ricerca, per l’attivazione del Corso di laurea in Scienze del turismo e relativa magistrale, i cui effetti valgono per il corrente anno accademico e per il prossimo.

04/03 Calendario accademico
Il Senato ha approvato il calendario accademico secondo le indicazioni dei dipartimenti, modificando la proposta originaria di inizio del Corso di laurea in Medicina “Harvey” dall’1 all’8 settembre. L’accoglienza degli studenti nei collegi sarà conseguentemente anticipata rispetto agli anni passati.

05/01 Attivazione dottorati
Il Senato ha approvato l’attivazione del XXX ciclo dei Corsi di dottorato e l’attribuzione delle relative borse. Per la nostra macroarea non ci sono novità rispetto al XXIX ciclo, ma l’accorpamento del dottorato di Ingegneria civile e edile/architettura con il dottorato in Meccanica computazionale e materiali avanzati dello IUSS consente un aumento del numero medio di borse.

07/01 Convenzione con l’Università di Roma Tre (Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo)
Il Senato ha approvato la stipula di una convenzione quadro di collaborazione scientifica con l’Università di Roma Tre, proposta dal Dipartimento di Studi Umanistici, per lo svolgimento di attività di ricerca e formative negli ambiti della parola e del lessico. Il responsabile scientifico è la Prof.ssa Elisabetta Jezek.

07/02 Convenzione Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Il Senato ha approvato la stipula di una convenzione quadro con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, finalizzata a promuovere collaborazione e sperimentazione negli ambiti di comune interesse. La collaborazione prevede tra l’altro l’accessibilità delle strutture della Fondazione a fini didattici, di ricerca e per stage. La referente per l’Ateneo sarà la Prof.ssa Enrica Chiappero.

09/01 Attivazione delle procedure di chiamata
Il Senato ha dato parere favorevole all’avvio delle procedure selettive per le chiamate proposte dai dipartimenti. Rispetto alla ripartizione di punti approvata nel precedente senato, di cui al mio precedente resoconto, la macroarea 3 ha avviato al momento una procedura in meno (Dipartimento di Scienze Economiche e aziendali). A breve un post con dettagli su questo tema.

10/01 Conto consuntivo 2013
Il Senato ha espresso parere favorevole all’approvazione del conto consuntivo per l’anno 2013. La Prorettrice Zucchella ha sottolineato la difficoltà del necessario adattamento alla riduzione dell’assegnazione del FFO, la cui consistenza è stata comunicata soltanto a ridosso della fine dell’esercizio.

10/02 Destinazione avanzo di amministrazione
Il Senato ha dato parere favorevole alla destinazione proposta per la porzione di avanzo libero (poco più di 4 milioni di euro). La parte più consistente (ca. 1.900.000 euro) andrà ad incrementare il fondo rischi; una somma più ridotta (circa 1.000.000 di euro) integrerà alcuni capitoli (tra cui la retribuzione aggiuntiva per la didattica dei ricercatori), mentre una somma pari a circa 1.400.000 euro sarà accantonata, ad incremento di un fondo “di riserva” necessario a costituire risorse funzionali a piani strategici di Ateneo.

10/03 Relazione sui risultati delle attività di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico
Il Senato ha dato parere favorevole sulla Relazione sui risultati delle attività di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico, che sarà pubblicata sul sito dell’Ateneo ai sensi dell’ art. 3 – quater del D.L. 180/2008 convertito con L. 1/2009 . Invito alla lettura della relazione, che contiene alcuni dati molto interessanti.

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